Il mio eroe, il mio mito ...... il mio vicino di casa...
Stefano Mei
...una bella storia...

26 agosto 1986 - Stoccarda - Campionati Europei di atletica leggera: Stefano Mei vince la medaglia d'oro nei 10000 metri. Secondo Alberto Cova, terzo Salvatore Antibo. Un memorabile ed indimenticabile podio tutto azzurro. Dopo pochi giorni Stefano vince anche l'argento nei 5000 metri.

Ed io piansi dalla felicità ed emozione!



Perchè tanto entusiasmo per Stefano?

In altre parti del sito ho già parlato del mio avvicinamento al podismo, diventato poi la mia passione, il mio hobby preferito. Sulle origini, sull'evoluzione di questa passione, sui mai immaginati risultati ("atletici" ?!?) raggiunti - modesti ma per me sorprendenti - ho già detto, anche troppo. Ma il risultato più grande, impensabile all'inizio, è stato il benessere in termini di salute che questa attività mi ha consentito di raggiungere. Anche oggi.

Ed ecco il racconto dei fatti che mi legano a Stefano Mei.

Marzo 1985: 39 anni (sono nato nel 1946) di vita sedentaria, malaticcia, dal corpo vulnerabile a frequenti infiammazioni e acciacchi all'apparato respiratorio, motorio, digerente, nervoso, ... ecc... tanto da essere definito nell'ambito famigliare il "figlio dalla salute cagionevole, fragile". Un carissimo amico [Mario], insegnante di educazione fisica, in occasione di un ennesimo mio blocco della schiena che mi costringeva a degenza e di un inverno appena trascorso ricco dei consueti mal di gola, bronchiti, abbassamenti di voce, ... mi redarguì per la vita che conducevo e mi esortò a passare ad uno stile di vita fatto di attività fisica continua, regolare e di alimentazione corretta.
Ed è così che l'amico, nel mese di aprile a guarigione avvenuta, mi "prese per mano" e mi avviò verso questa nuova vita. Tre sedute di attività la settimana più la domenica mattina. Inizio con corsetta leggera e di pochi minuti (più di tanto non ero in grado di fare). Poi movimenti a corpo libero. Settimane di dolori nuovi. Di indolenzimenti e sofferenze sempre più sopportabili, di sensazioni nuove, gradevolissime. Il corpo che si stava adattando a questa nuova vita attiva. Corsette sempre più di lunga durata. Dopo circa due mesi arrivai all'ora di corsa moderata continua. Fu un grande risultato. In autunno l'iscrizione ad un gruppo podistico, il Marathon Edera della mia città. Nuova vita, nuovi amici, nuovi entusiasmi. Il 29 settembre la prima corsa domenicale: la 13° Maratonina di Alfonsine di Ravenna - di 14,065 Km. Conservo ancora la bottiglia di vino - di albana dolce - data a tutti i partecipanti. E così via in un continuo crescendo.
Il primo inverno 1985/86 di questa mia nuova vita: spariti tutti i disturbi che immancabilmente si presentavano in questa stagione. Potete immaginare la contentezza, lo stupore, la meraviglia nel riscontrare l'incredibile trasformazione del mio fisico e la scomparsa di tutti i malanni che ormai, rassegnato, subivo e sopportavo da anni e anni.

1986. E' l'anno che sono solito definire il primo della mia nuova vita, della mia rinascita. Inevitabile seguire con ancora più interesse ed entusiasmo le manifestazioni sportive di atletica di alto livello, soprattutto della maratona e del mezzofondo. E' l'anno di Bordin, Antibo, Cova, Mei e Panetta. Già simpatizzavo per Mei perché affascinato dal suo stile di corsa che cercavo di imitare, scherzosamente anche perché inimitabile, quando correvo con gli amici. Tutti tifavano Cova. Io Mei.
Il 1986 è stato anche l'anno magico del talento Stefano Mei.

Gli anni successivi, fino ad oggi, mi vedono impegnato nelle corse, sempre di più lungo chilometraggio: le maratone, le 50 Km e le 100 Km del Passatore. Una sospensione del podismo di cinque anni, dal 1992 al 1997, con passaggio alla bici da corsa, per un intervento alla cartilagine del femore sinistro. Poi ancora corse tutte le domeniche, ancora maratone e 100 Km.
Il mio mito, Stefano, lo vedo sempre meno: problemi ai tendini, borsiti e altri infortuni non gli consentono di esprimersi al meglio. Ma agli Europei di Spalato del 1990 riesce a cogliere la medaglia di bronzo ancora nei 10000 metri, corsa vinta da Antibo. Altra mia soddisfazione. Poi Mei viene archiviato nei ricordi più belli di quel mitico 1986. Indimenticabile per entrambi.

Aprile 2006: nell'ambito famigliare si decide di cambiare casa. Si presenta l'occasione di un appartamento più grande e comodo, in una palazzina confinante con una bella villa di color rosso e ubicato in una strada a me familiare perché nella zona dove ho vissuto sin da bambino. In occasione della visita all'appartamento con l'agente immobiliare, dal terrazzo della cucina mi soffermo ad ammirare la casa e il giardino della villa rossa. Chiedo chi mai fossero i mei probabili e futuri vicini e l'agente mi dice che vi abitava un campione di atletica leggera di cui non ricordava il nome. Incuriosito formulo altre domande al fine di identificare il personaggio. Poi all'improvviso mi dice: "un certo Mei!". Sento il sangue raggelarmi, allibito, incredulo, come è facile immaginare. Una valanga di ricordi del 1986,... il mio mito da anni abita nella mia zona e io (e non solo io!) non ne sapevo nulla. Tralascio, perché facile immaginare, la mia gioia, ma anche rabbia, felicità ed immediato desiderio, dopo vent'anni dal memorabile podio, di conoscerlo. Grazie al cielo l'appartamento soddisfa appieno mia moglie e così decidiamo di acquistarlo.

Ovviamente cercai immediatamente l'occasione per incontrare Stefano e conoscerlo. Ancora dal fisico atletico, sempre sorridente, simpatico, dalla pronta battuta di spirito, cordiale, aperto, sicuro si sé, parla con scioltezza e con proprietà, alieno da atteggiamenti divistici. Un bel simpaticone.
In occasione dei 20 anni dal podio tutto azzurro, 26 agosto 2006, decido di fargli una sorpresa, e, con la complicità di Patrizia, la sua bellissima moglie, propongo ad un giornalista del Resto del Carlino - anche lui non sapeva della presenza di Mei in Forlì - un articolo per ricordare l'anniversario del trionfo di Mei, ora anche concittadino. Ed è così che nella pagina sportiva del Resto del Carlino e nella locandina del 26 agosto 2006 apparve un bell'articolo dedicato al mio mito. Da quel giorno tutta la cittadinanza forlivese sa di essere onorata della sua presenza in città.

Di quando in quando, ma molto e molto raramente, Stefano corricchia, e in queste sue sporadiche corsette ho avuto il piacere di essergli stato al fianco in ben due occasioni. Che emozione!

Stefano ha due figli, Sebastiano, tredici anni, e Leonardo, cinque anni. Se mi saranno concessi altri 10-20 di vita, forse un altro Mei mi regalerà ancora soddisfazioni ed entusiasmi. Lo spero tanto!

Brunino, il vicino di casa di Stefano Mei
- Forlì: 2 dicembre 2008 -


Alcuni siti dedicati a Stefano Mei:
10000 metri - Europei Stoccarda 1986. In: YouTube
5000 metri - Europei Stoccarda 1986. In: YouTube
10000 metri a Spalato 90. In YouTube
Fitness Chic
Intervista a Stefano Mei. In YouTube
FIDAL.it: curriculum e performances.
WIKIPEDIA
Stoccarda 1986: Stefano Mei una grande vittoria, un tesoro - Una bella pagina di Federico Leporati
Acido lattico - Intervista a Stefano Mei
Corriamo - Intervista a Stefano Mei: in allenamento meglio la qualità alla quantità
TopoTraining: il sito dei runners
Stefano Mei in Speedylook.com
Scarpa d'Oro Internazionale 1988: vince Stefano Mei [filmato]

8 maggio 1989: quarto anno dalla mia rinascita. Maratona di Bologna. Due chilometri all'arrivo. Lo stile non è quello di Stefano, ma non è male. La modestia è ciò che mi accomuna all'amico Stefano Mei !?!



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MARATONA DI MILANO 11 aprile 2010: una bella storia che continua.

Già negli indimenticabili ricordi:

- primi di marzo: Stefano mi comunica che parteciperà ad una delle staffette che si correranno in concomitanza alla Maratona di Milano dell'11 aprile. Quattro partecipanti per ogni staffetta; tre frazioni di 10 Km, l'ultima di 12,195 Km. Una staffetta tutta d'oro in quanto formata da Bordin, Cova, Mei e Panetta. Mi chiede se gli faccio compagnia in qualche allenamento chiarendo che intende prepararsi un minimo tanto per sostenere i 10 Km ma senza obiettivo di alcun tempo. Inevitabile la mia disponibilità ed entusiasmo. Mi autonomino suo preparatore, Chicco 2 (Federico Leporati, Chicco per gli amici, l'allenatore di Stefano nei suoi anni gloriosi): obiettivo Milano 11 aprile.
- Domenica 14 marzo: inizio allenamenti. Con l'amico Ennio organizzo un leggero allenamento (passeggiata) di circa 10 Km nelle colline a ridosso di Forlì. Corsetta lenta alternata a passo moderato. Stefano accetta di unirsi a noi. Ed è così che la gloria d'oro dell'atletica italiana riprende dopo anni e anni ad "allenarsi" in vista di un impegno sportivo a livello nazionale (come preparatore mi sento di esaltare la manifestazione dell'11 aprile). Quindi, accompagnatori del grande Stefano Mei: io (preparatore e vicino di casa) prossimo ad anni 64 e l'amico Ennio di anni 83 anni e due mesi.
Risate a non finire, un divertimento unico. Presentazione di Stefano a podisti conoscenti e non che incrontravamo lungo il percorso. E io che annunciavo il prossimo rientro alle corse di Stefano Mei.

Poi sono seguiti brevi allenamenti, normalemente di 30'-40', interrotti da alcuni giorni di riposo per l'insorgere di dolori causati dalla lunga inattività.
- Domenica 11 aprile 2010: il giorno della Maratona. 2 ore e 45' steso nel divano di fronte al televisore; maratona di una noia unica, senza alcuna emozione, corsa in strade di Milano pressoché deserte; le brevi interviste a Mei e Cova del giorno precedente; una brevissima intervista a Cova lungo il percorso in attesa dell'arrivo di Stefano (in questa breve ripresa è apparsa anche Patrizia, la moglie di Stefano); poi nient'altro. Confortato solo da due telefonate, una di Patrizia che mi comunica l'arrivo di Stefano, e, poco dopo, Stefano che mi informa dell'onorevole prestazione, circa 45 minuti, e mi dice di aver sofferto "come una bestia", ovviamente e soprattutto, negli ultimi tre chilometri.
Ed ecco i tempi della staffetta: I frazione PANETTA 38'33"; II fr. MEI 44'29"; III fr. COVA 45'59"; IV fr. (12km e 195 m.) BORDIN 51'19" (dalla pagina di Stefano in Facebook).

Commento conclusivo: lascio immaginare il mio entusiasmo ed emozione nei vari momenti - purtroppo pochi e troppo brevi - di allenamento di Stefano: con il cronometro a segnalargli i tempi. Indimenticabile uno degli allenamenti lungo il fiume: io dietro in MTB, il mio MITO con il suo naturale-perfetto stile di corsa di fronte a me, i miei ricordi del favoloso 10.000 agli Europei 1986. Ed io che gli comunico i tempi: "Stefano, stai correndo a 4' 45" al Km!". E lui, come risposta, desolato: "Non me lo dire!".

Nonostante la scarsa e improvvisata preparazione, ritengo che Stefano abbia fatto una bella prestazione. E poi.......non me ne voglia Alberto Cova (altro grandissimo mito), "gli abbiamo dato 1' 30" di distacco" (tanto per ridere, senza cattiveria. Ma forse cancellerò questo ultimo commento perché a tutti e quattro va il mio sincero ed affettuoso plauso!).

Grazie Stefano! Ci siamo divertiti, almeno io....abbiamo sofferto, almeno tu....abbiamo riso, tu non tanto, io molto. Momenti per me indimenticabili.


Campo di atletica: foto scattata al termine di un breve allenamento (scatta da Giuliana Amici, campionessa italiana assoluta nel lancio del giovellotto dal 1970 al 1978)
Forlì 17 aprile 2010
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>>> Dalla cronaca locale di Forlì del 18 maggio 2011: "Mei, dopo 25 anni l'oro scintilla ancora"
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Gli amici
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