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Forlì

San Mercuriale-Pantieri 1951
San Mercuriale
Diretta Piazza Saffi Forlì
- Webcam -


Per conoscere la mia città.

Siti dove la mia città è presentata nei suoi aspetti storici, culturali, turistici, economici, gastronomici, indirizzi utili, ...

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Melozzo da Forlì (in: "Web Gallery of Art").
Quadri in Provincia - Gli artisti

Bellissima raccolta di immagini d'epoca di Forlì si trovano nel sito "Storia economica di Forlì 1860-1930" (percorso: Inizio-Le immagini-Le Cartoline dal Fondo Piancastelli, Come eravamo) a cura dell'Istituto Tecnico Commerciale di Forlì. Sempre dell'I.T.C. "Matteucci" e nell'ambito del Progetto Giovani & altro, merita di essere visitato il sito: Progetto Giovani a.s. 1998/99 classe 2°F - Le tradizioni dell'artigianato artistico nel forlivese-Immagini della Vecchia Forlì...-Rocche e Castelli di Forlì,...

Quando Forlì era l'esempio architettonico da imitare in tutta Italia (garantisco che questa pagina non presenta alcuna "Minaccia trovata" come a volte viene segnalato)
Architettura & Arte in Italia durante il Fascismo - Forlì
Il lento declino della casa dei Balilla (Come appare oggi: L'Ex Gil riapre al pubblico...)
Villa Carpena- Casa dei Ricordi Mussoliniani
Incontro con Vittorio Mussolini - 2 ottobre 1996

Appunti su una Scuola di Forlì all'inizio del Novecento - Istituto Tecnico "G.Saffi"

    Il dipinto del campanile di San Mercuriale di Pier Claudio Pantieri, è stato prelevato dal sito "Quadri in Provincia" (Pittura in Romagna tra gli anni Cinquanta e Sessanta). Nello stesso sito troverete dipinti dei pittori forlivesi Maceo Casadei (Forlì, 1899-1992), Irene Ugolini Zoli (Forlì, 1910-1998) e Werther Morigi (Forlì, 1915-1990) e altri.


»» Il Parco Urbano "Franco Agosto"... e il progetto della corsia riservata ai mezzi di soccorso [22 gennaio 2005]
»» Considerazioni sulla limitazione della circolazione. Inutili le targhe alterne. [26 gennaio 2005]

La mia Forlì

    Dal 1948 risiedo e vivo in questa città. Solo dal 1989 la conosco nei suoi aspetti storici, culturali e artistici. Palazzi, Chiese e Musei mi erano pressoché sconosciuti fino a quando ho cominciato ad organizzare, inseme ad altri colleghi, scambi culturali con scuole straniere. Ed è proprio in occasione della presentazione della città agli ospiti che ho iniziato a conoscere la mia città in ogni suo aspetto.

    Piazza Saffi, "cuore" della vita civica, culturale, economica e religiosa dei Forlivesi e luogo d'incontro, di ritrovo e punto di partenza per la "visita alla città". Colpisce per la sua bellezza chiunque. Ho imparato ad osservarla ed ammirarla da tutti i suoi lati, i suoi angoli. E' veramente bella! Anzi, lo era!


Così appariva alla fine dell'Ottocento... ...dopo il 1932 (data di costruzione del Palazzo delle Poste)...


...negli anni Sessanta. Notare dove si fermavano i pullman a quel tempo.

Settembre 1999: nella piazza compare una nuova "struttura architettonica".....,una "bruttura architettonica"

..."il MOSTRO"

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La piazza ora appare così dal lato del "Palazzo delle Poste"...

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...e così appare il "Palazzo del Municipio" dalla "Piazzetta Don Pippo".

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La "Basilica di San Mercuriale" da via Delle Torri.

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Così la Basilica si presentava prima dell'arrivo del "MOSTRO". Bellissima!!!

Ritengo principale responsabile del danno che il "Mostro" reca a San Mercuriale il parroco della Basilica stessa. Don Camillo, con la sua doppietta in spalla, avrebbe difeso la sua chiesa in altro modo. Peppone ne sarebbe uscito sconfitto. A meno che, nel caso di San Mercuriale, Don Camillo e Peppone appartengano alla stessa parrocchia!

Forlì: 22 dicembre 2004. A proposito del parroco di San Mercuriale. Quando transito di fronte San Mercuriale, spesso entro per qualche minuto di raccoglimento in preghiera e per ammirare la bellezza dell'interno della Basilica. Stessa cosa mi capita di fare di tanto in tanto quando passo di fronte ad altre chiese della città o di altre città e paesi dove mi capita di trovarmi. Sono un frequentatore di chiese. Entro, una panoramica a 360° (le chiese sono tutte belle!), mi inginocchio per qualche minuto, guardo l'altare e mi lascio andare alle mie preghiere, ai miei ricordi e pensieri. Questa è la mia fede. Non sono un frequentatore della domenica mattina, per assistere alla liturgia della messa.
Ritornando a San Mercuriale, le mie visite a questa chiesa sono frequenti e mi capita di farle in ogni momento della giornata, quando mi trovo a transitare per la Piazza Saffi. In ogni ora della mattinata, di pomeriggio presto o inoltrato, e anche di sera nella passeggiata del dopo cena. Ebbene, quando mi è capitato di vedere il parroco all'interno della chiesa, l'ho sempre visto muoversi con passo svelto, con "andazzo" da "dirigente d'azienda". Un manager aziendale. Ogni dubbio sulla sua personalità e suo modo di "dirigere" San Mercuriale si è in me dissolto recentemente quando gli ho chiesto un'informazione a proposito della richiesta di un certificato di battesimo del secolo passato. Mi ha guardato con aria "indaffarata" rispondendomi: "...non ora. Ho troppo da fare. Ritorni dopo le feste, a gennaio, e si rivolga alla mia "segretaria". Non ha avuto nemmeno il pudore di chiamarla ad esempio "aiutante" o altro. Segretaria! Forse è così che oggi viene chiamata la "perpetua"?
A dire il vero l'ho disturbato in un momento in cui era impegnato a trovare la sistemazione migliore per il presepio all'interno della chiesa. A proposito del presepio di San Mercriale, riporterò fra qualche giorno alcune mie considerazioni.
Forse la figura del prete che spesso vedevi in raccoglimento di preghiera di fronte all'altare o a camminare lentamente all'interno della chiesa con il breviario in mano o il rosario è di altri tempi. E pensare che ero rimasto al ricordo "del prete servo di Dio nella Casa di Dio".
Continuerò ad entrare in San Mercuriale e a raccogliermi in preghiera ancora convinto di entrare nella casa di Dio, non in quella del "dirigente dell'azienda San Mercuriale".
Non me ne voglia il parroco di San Mercuriale. Apprezzo le iniziative che attua di quando in quando per valorizzare la Basilica. Ricordo con piacere le iniziative della visita alla lunetta sopra il portale e al campanile. Ma che bei ricordi ho del prete con la sua tonacona, del prete di campagna che si rivolgeva ai fedeli sempre con sguardo umile, gentile, rassicurante, sorridente e sempre pronto ad una buona parola! Ma San Mercuriale non è situata in campagna, si trova al centro della città ed è la Basilica più conosciuta di Forlì e non solo ai cittadini forlivesi. Buone Feste a tutti e "gloria" a San Mercuriale.
P.S.: un mio prozio è stato per cinquanta anni "Arciprete" della Chiesa di Casticciano, una chiesa di campagna vicino a Fratta Terme. Mio padre, suo nipote, uomo di grande fede, novantatreenne, dice rosari dalla mattina alla sera. Queste sono le mie referenze!

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28 dicembre 2004. I presepi e il presepio di San Mercuriale.

Sono certo di interpretare il pensiero di moltissime persone, e specialmente dei bambini, nel dire che di tutto ciò che le feste natalizie portano, la tradizionale visita ai presepi rimane ancora oggi il momento più atteso ed emozionante. Almeno lo è per me. Tempo addietro la vivevo anche come “competizione” fra le varie chiese. Al termine delle visite stilavo una classifica, anche se ogni chiesa proponeva quasi sempre il presepio degli anni precedenti. Da anni si possono ammirare splendide rappresentazioni della Natività non solo nelle chiese, ma anche in altri luoghi come ad esempio i presepi esposti nella Rocca di Ravaldino, nelle grotte di zolfo di Predappio Alta, oppure il presepio di sabbia di Fiumana. Ma i presepi pensati e realizzati dalle singole chiese hanno, per me, un valore speciale, se non altro per l’evento che si vuole ricordare, e la chiesa rimane il luogo più adatto.
Anche quest’anno ho iniziato il mio tradizionale pellegrinaggio nelle chiese della città per ammirare i rispettivi presepi.

Quello allestito in San Mercuriale mi ha sorpreso non poco e lasciato alquanto perplesso. La rappresentazione della Nascita di Gesù è così stata raffigurata: grandi statue in ceramica smaltata lucenti (non di semplice terracotta colorata o di carta pesta) di pastorelli, di pecorelle, dei Re Magi, di Maria e Giuseppe. Aboliti il bue e l’asinello ma ancora più sorprendente anche la mangiatoia con il Bambino Gesù. Il Bambino Gesù è tenuto in braccio da Giuseppe. Appare già grandicello, non nato da pochi giorni, sicché ho fatto le mie deduzioni: mancando il bue, l’asinello e la mangiatoia, forse l’ideatore di questa opera ha voluto rappresentare non tanto la nascita di Gesù, ma l’anniversario del suo primo compleanno. In un momento di assurdi dibattiti su crocifissi e presepi, nell’incertezza di mettere nella mangiatoia il Bambin Gesù o Cappuccetto Rosso si è scelto di rappresentare il primo compleanno di Gesù. Quindi il presepio di San Mercuriale rappresenta un evento di 2003 anni fa, non di 2004. E a questo anniversario furono invitati un ristretto numero di personaggi: i due pastorelli e i tre Re Magi. Infatti manca anche la stella cometa. Ma la strada già la si conosceva.

Bello invece è nella sua semplicità il presepio allestito all’ingresso di una banca, a pochi passi da San Mercuriale, all’inizio del Corso della Repubblica. Nonostante sia luogo di transito di persone di tutte le razze e religioni, sono rappresentati tutti i personaggi della simbologia cristiana, compreso ovviamente la mangiatoia con il Bambino Gesù.
Meritevole di una visita è il presepe della Chiesa Regina Pacis.

Ricordo infine: “la parola “presepe” significa letteralmente “mangiatoia” e indica la “culla” nella quale, come è raccontato nel Vangelo di Luca, fu collocato il Bambino Gesù alla sua nascita”.



Festività 2005-2006. Quest'anno la palma d'oro dell'addobbo natalizio cittadino più brutto, obbrobrioso, al limite della presa in giro, spetta all'albero di Natale che il Comune ha eretto al centro della P.zza Saffi. Vorrei sapere il nome di chi ha deciso ed effettuato la scelta e l'addobbo di quell'albero indegno per qualsiasi piazza di paese o città.



La Pensilina e altri interventi nel Palazzo delle Poste, hanno ispirato il concittadino Mario Vespignani, che così recita:

LA PENSILINA

Sembra quasi fatto apposta
nella piazza vicino alla Posta
hanno messo una pensilina
che è venuta dalla Cina.

Non vi racconto certo una balla,
è arrivata che era gialla
e quest'estate col calore
ha cambiato il suo colore,

ha preso l'abbronzatura,
adesso è nera addirittura.
Ne han scritto tutti i giornali
per dirgli contro, per dir male:

"che cercassero un altro posto,
mai al mondo di fronte alle Poste"
chi la vorrebbe davanti ai Giardini,
chi la vuole da Ravaldino,

chi la vorrebbe alla Stazione
chi la vuole al Chiavicone,
chi la vorrebbe a Vecchiazzano
chi non la vuole neppure più lontano.

Un consiglio voglio darvi:
di lasciarla là dov'è
perchè così una costruzione
nel centro può far buono,

se non va bene da pensilina
si può fare una latrina,
visto che in piazza non ci sono i servizi
questo sarebbe un beneficio;

non andrebbe neppur male
come edicola di giornali;
se tutti gli anni viene la giostra
che sta lì due mesi in mostra,

quella invece è già lì pronta
può fare anche da autoscontro
e cosa ne dite per i più piccini
fare il castello dei burattini?

Sono tante le soluzioni
per usare quel baraccone,
basta avere un po' di fantasia,
.....non possiamo buttarla via!

HANNO TOLTO LE PANCHINE

Io credo lo facciano apposta
hanno tolto le panchine della Posta,
messe ai tempi di Mussolini
e per questo di travertino.

Era comodo mettersi a sedere
se dovevi aspettare
che arrivasse il tuo autobus
aspettando quando arriva.

Era un posto assicurato,
una gran comodità,
da lassù vedevi tutto,
a tempo bello o a tempo brutto,

riparato quando pioveva,
anche dal sole quando scottava,
con le logge a paravento
se veniva l'acqua di vento.

Dice che c'è la pensilina,
se piove forte la prendi in pieno,
non parliamo poi del vento,
quando tira è un tormento,

ma che provino chi comanda
sembra d'essere in una landa,
sembra d'essere nella steppa,
ti bagni tutto come una seppia.

Il Comune, almeno stavolta,
non ha proprio nessuna colpa,
dipende da quelli della Posta,
che hanno detto come risposta:

che hanno avuta già la licenza
da quelli della Sovrintendenza
e che si sentono più che a posto,
perchè loro sono quelli delle Poste,

che in casa sua comandano loro
e se la mandano come vogliono.
Vogliamo dire a quelli delle Poste:
"Ma che vadano in quel posto!"

Settembre 2001: "ITINERARI e luoghi", il mensile tascabile di viaggi e avventure, ha dedicato un ampio articolo alla Romagna Forlivese. A pag.62 della rivista si legge:
"A proposito di Forlì, è forse la città più dimenticata d'Italia. Nessuno ne parla mai. Non è il sogno rinascimentale che fu Terra del Sole, ma non è affatto da buttare. C'è da dire che gli amministratori forlivesi non fanno nulla per migliorarla e questa è storia antica. Ne parlava anche Antonio Cederna su "Il Mondo" nel luglio del '57: "Chi arriva a Forlì", scriveva senza peli sulla lingua, "si accorge di due cose, che la città è bella e piena di carattere e che i suoi abitanti non l'amano né la conoscono, sennò non avrebbero mai permesso un piano regolatore come quello esposto in comune qualche mese fa...". In ogni caso non c'era bisogno del battagliero Cederna per rendersi conto dello scarso senso estetitco dei politici locali, basti pensare alla pensilina costata settecento milioni e innalzata con solennità egizia in piazza Saffi, in pieno centro, la scorsa estate (estate 1999) e che ormai tutti vengono a vedere come un'attrazione turistica. La più lunga, deturpante e inutile pensilina della storia ha il significato kitsch della gondola di Venezia coi fiocchi di neve nella palla di vetro. Ed è lunga quaranta metri e alta quattro, quanto basta per bagnare alla perfezione chi ci sta sotto quando piove. Forlì, però, custodisce anche dei tesori nascosti,..."

Pubblicità negativa alla nostra città che dovrebbe far riflettere seriamente gli amministratori locali e, anche, i forlivesi tutti.


Pagina del sito: http://www.brunoraineri.it/home.htm