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Forlì: considerazioni sulla limitazione della circolazione.
* Inutili le targhe alterne - Solo disagi per chi possiede una sola auto *

- 26 gennaio 2005 -

Il blocco totale del traffico
del 12 gennaio 2006

targhe alterne
Prelevata dal sito: Bruno Olivieri


Vorrei invitare i cittadini a riflettere sul provvedimento di limitare la circolazione privata a targhe alterne.
Certamente l’inquinamento presente nelle città è un dato reale. L’aria che respiriamo è sempre più ricca di gas e particelle fini che possono provocare malattie molto gravi all’apparato respiratorio e apparato circolatorio, specialmente quando le condizioni atmosferiche non consentono alcun ricambio di aria. Questi inquinanti sono soprattutto di origine antropica, sono prodotti cioè da attività dell’uomo: automobili, riscaldamento privato e pubblico e fabbriche. Penso agli anni passati caratterizzati da minor traffico, ma mezzi mossi da motori molto più inquinanti di quelli di oggi. Penso anche ai combustibili utilizzati per il riscaldamento e alle caldaie di un tempo, molto più inquinanti di quelli di oggi (basti pensare al carbone di anni e anni fa). Dunque sono convinto che il problema dell’inquinamento dell’aria, nei centri urbani e in particolari mesi dell’anno, è da anni che esiste, forse molto più un tempo che oggi. La differenza sta nel fatto che oggi abbiamo strumenti che ci consentono di rilevare gli inquinanti; sta nel fatto che la medicina ha scoperto e segnalato i pericoli per la salute. Quindi bisogna intervenire. Ma intervenire seriamente e non con provvedimenti inutili, non senso, come quelli che si stanno attuando (bollino blu compreso), a meno che vengano attivati tanto per fare qualcosa e, tanto che ci siamo, per qualche multa in più, oggi molto salata, per incrementare gli introiti del Comune.

Ed è qui che chiedo la collaborazione dei cittadini, nel senso di riflettere sulle mie considerazioni ed esprimere un loro parere:
- la limitazione del traffico a targhe alterne del giovedì, e solo per alcune ore (4+4), è da credere veramente un efficace rimedio per abbassare il livello degli elementi inquinanti? Durante quelle poche ore di traffico limitato (che limitato poi non è visti i veicoli oggetto di deroga al provvedimento) di quanto si riduce il numero delle auto circolanti? Sono convinto di una percentuale irrisoria, certamente insignificante ai fini del contenimento o riduzione significativa delle immissioni inquinanti. Rispetto ad una giornata normale, il traffico si riduce solo di poco nelle aree e nelle ore stabilite per la limitazione, ma aumenta nelle ore senza limitazione e nelle zone circostanti. Inoltre:
- sono più inquinanti gli scarichi delle automobili o quelli dei riscaldamenti domestici, degli uffici pubblici e privati e delle fabbriche? In particolare quelli che fanno uso di gasolio. A tale proposito: perchè il pericolo delle polveri sottili (le ormai famose "Pm10") e altri inquinanti si presenta nei mesi in cui sono accesi i riscaldamenti e non in altri mesi dell'anno? Secondo la mia opinione il problema si manifesta anche in altri periodi dell'anno in quanto dipendente soprattutto da particolari condizioni atmosferiche (assenza di vento e di pioggia) sapendo, inoltre, che per oltre l'80% le polveri sottili derivano dai trasporti privati e pubblici [Inquinamento nelle città]. Comunque, nei mesi freddi le fonti inquinanti si sommano. Non potendo intervenire sullo spegnimento del riscaldamento si interviene sul traffico. Ma: si fa alcun controllo sul buon funzionamento delle caldaie degli edifici pubblici, privati e fabbriche? Altra considerazione:
- se la limitazione al traffico di poche auto e in poche ore la settimana risulta essere un’effettivo provvedimento che riduce, anche temporaneamente, il tasso di inquinamento nell'area urbana almeno nelle ore del provvedimento, quali valori di inquinamento si raggiungono con circolazione regolare? Invito a riflettere su questo punto. Inoltre:
- è logico credere che la limitazione del traffico su di un'area ristretta, quale il centro storico e poco di più, possa realmente essere di rimedio al problema smog che invece interessa spazi geografici molto ampi? Si parla di spazi regionali. Inoltre:
- ipotizzando che le targhe alterne possa essere un intervento valido (che non lo è), perché attuare questo provvedimento in un giorno lavorativo e non di sabato? E’ forse perché la gente di sabato si muove per fare acquisti e così non si vuole ledere gli interessi dei commercianti e dei grandi centri commerciali? Infine:
- se il provvedimento è così efficace per l'abbassamento dei livelli di inquinanti e se questi sono così dannosi alla salute, perchè viene sospeso nel periodo che precede e durante le festività natalizie? Proprio quando si intensifica il traffico in città e c'è più gente in giro per acquisti? Gli acquisti, ecco la ragione! In un periodo di maggior emissione di inquinanti (specialmente Pm10), di maggior rischio per la salute, il provvedimento viene sospeso. La forza del commercio! Ma questo non è serio!

Il problema smog nelle città è un problema reale e si manifesta in modo sempre più preoccupante, in ogni periodo dell'anno (ogniqualvolta le condizioni atmosferiche lo favoriscono) e soprattutto nei periodi di maggior traffico (festività). Allora, se le nostre autorità hanno così tanto a cuore la salute dei cittadini, perché non intervenire con provvedimenti seri e veramente efficaci? Quello delle targhe alterne, otto ore la settimana, sicuramente non lo è. Con provvedimenti seri intendo provvedimenti che possono apparire impopolari, anzi lo sono, quali ad esempio: vietare l’ingresso al centro storico alle auto e mezzi di vecchia immatricolazione e a tutti quelli più inquinanti. Ma tutti i giorni e per tutto l’anno. Inoltre: più frequenti i giorni, non solo le domeniche, con blocco del traffico, soprattutto per abituare (educare) la gente a fare uso di altri mezzi (anche le bici messe a disposizione dal Comune. Lodevole iniziativa!) e lasciare l’auto a casa; dare un forte impulso ai trasporti pubblici. Occorre, inoltre, smettere di pensare a come e dove creare altri parcheggi nel centro città. Anzi sarebbe più opportuno pensare di eliminarne qualcuno (ad esempio piazza XX settembre così da alleggerire il traffico di entrata in Corso della Repubblica ed in uscita da via Giorgio Regnoli e trasferire lì la fermata autobus, pensilina compresa) e studiare una invitante, funzionale e sicura rete di piste ciclabili. La città è quella che è. Il numero delle auto cresce e cresce sempre di più. L’uso delle quattro ruote motrici in città è sempre più diffuso (tanto per ricordare una moda dilagante!). Occorre che la gente cambi abitudini e stili di vita. Abbiamo la fortuna di abitare in una città (un paesone) che in dieci minuti di bicicletta si attraversa da porta a porta. Occorre cambiare radicalmente politica. I problemi di traffico ci sono ed inevitabilmente sono destinati ad aggravarsi, se non si interviene seriamente. I problemi di inquinamento sono reali e molto preoccupanti per la salute. Tutto questo richiede interventi più radicali. Allora cerchiamoli ed applichiamoli. E nel frattempo, per onestà, sospendiamo quello inutile delle targhe alterne del giovedì.

Ho un sogno: vedere la piazza Saffi piena di biciclette ordinate in una serie di rastrelliere, come le immagini delle piazze delle città dei Paesi Bassi ci mostrano, o come ho visto alcuni anni fa in Svizzera e in Germania. E le strade percorse solo da un efficiente servizio di mezzi pubblici e veicoli tutti eco-compatibili e da biciclette. Un'utopia? No! Un sogno destinato inevitabilmente a diventare realtà, se non vogliamo morire soffocati dai nostri veleni. Non ci sono alternative.

P.S.: il minor introito derivante dalla riduzione dei parcheggi a pagamento all'interno delle mura della città, provvedimento indispensabile sia per contenere gli inquinanti sia per realizzare piste ciclabili, in definitiva per arrivare ad una città vivibile, se indispensabile per il bilancio del Comune, potrà essere compensato da altri provvedimenti. Un buon amministratore deve possedere la fantasia per individuarli.

Forlì 26 gennaio 2005 - Bruno Raineri

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17 febbraio 2005. "Resto del Carlino" del 16 febbraio: "Oggi il Comune vara le misure antismog". "L'emergenza smog continua a farsi sentire. Il 2005 è iniziato da neanche 50 giorni e i rilevamenti delle centraline di monitoraggio della qualità dell'aria presenti a Forlì hanno evidenziato come sia già stato superato una ventina di volte la soglia giornaliera delle polevri inquinanti, rispetto al massimo consentiti di 35 giorni all'anno fissato dai nuovi limiti normativi. ....."
E bravi i nostri amministratori! Ci comunicano che siamo entrati in piena emergenza smog. Ci dicono che le targhe alterne non servono a nulla. Si riuniscono per studiare nuove misure antismog. Ma era proprio necessario arrivare a questa drammatica fase per capire che ciò che da tempo attuano (le targhe alterne) "per contenere il fenomeno smog" era ed è inutile?!?
In un altro articolo riportato da "La Voce" sempre del 16 febbraio leggo che l'assessore provinciale alla viabilità dichiara: "...ma i cittadini devono capire che si è fatto un uso scellerato in questi anni del mezzo privato. ...". Ma bravo anche lui! Qual è la novità? Che compito hanno gli amministratori? Scaricare le colpe sui cittadini?

Mia osservazione: hanno senso i "limiti normativi" dei 35 giorni all'anno per far scattare particolari misure antismog? Il fenomeno polveri sottili si presenta soprattutto nei mesi invernali quando anche il riscaldamento dà il suo contributo. Non sarebbe più logico riferire il limite ai mesi freddi? Se ad oggi 17 febbraio 2005 già una ventina di volte si è superata la soglia giornaliera di polveri sottili, mi chiedo nei mesi di novembre e dicembre 2004 (mese senza limitazioni di traffico per via delle festività) quanti sono stati i giorni in cui si è superata la soglia consentita? Ed aggiunti agli attuali venti dei primi del 2005 a quanti giorni siamo arrivati? I nostri amministratori sono ben lontani dal conoscere ed applicare il detto "Meglio prevenire che curare". La soluzione non può essere quella di dover aspettare mesi di smog per avere uno stop del traffico efficace che faccia riprecipitare i valori sotto le soglie concesse.
Se si anilizza attentamente il fenomeno inquinamento, credo si possano trovare gravi colpe da imputare a chi ha la responsabilità di prevedere e prevenire questi fenomeni e di tutelare la salute dei cittadini.

Suggerimento ai nostri amministratori: assumere uno stregone africano che danzi dalla mattina alla sera per invocare pioggia e vento. Forse si otterrebbero risultati migliori rispetto ai loro interventi.

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Il blocco totale del traffico - 16 gennaio 2006: anno nuovo, provvedimenti nuovi inutili (non solo a livello locale, ma anche regionale-nazionale). Si è passati al blocco totale del traffico per cercare di porre rimedio al preoccupante problema dell'inquinamento da polveri sottili (PM10). Il 12 c.m. i nostri amministratori hanno imposto il blocco totale del traffico, pur sapendo che la dispersione smog e la diminuzione delle polveri sottili si verificano solo con particolari condizioni ambientali: vento (soprattutto), pioggia, neve,.... . Purtroppo non sempre anche in queste condizioni. Ed è così che il 12, il 13 e il 14, giorni di cielo sereno e assenza di vento, nonostante il "provvedimento drastico" del blocco totale del traffico del 12, si sono registrati i valori più alti di presenza di PM10 in questa prima quindicina di gennaio. Rimando alla pagina del sito Operazione LIBERIAMO L'ARIA dove risulta nei giorni 12/1 e 13/1 valori del 90, 99 nella giornata del 14, contro valori variabili dal 52 al 75 negli altri giorni. Domenica 15, giornata con cielo coperto, lieve caduta di nevischio e leggermente ventilato, il valore si è abbassato a 74. Ma non c'è da illudersi. Al momento le oscillazioni sono imprevedibili.
Il problema esiste. La soluzione non è facile. Ma certamente "targhe alterne" e "blocco totale del traffico" non sono provvedimenti efficaci. Sono solo provvedimenti palliativi. Facili da prendere. E il disagio è sempre per quei pochi cittadini esclusi dalla lunga lista di categorie esentate da questi inutili disposizioni.

Il problema è complesso perchè la sua soluzione richiederebbe anche cambiamenti nello stile di vita dei cittadini. A tale riguardo rimando a questa pagina: Come limitare le polveri in città. Ma la maggioranza dei cittadini non ne vuole neanche sentirne parlare. Allora occorrono seri prevvedimenti legislativi: sul rigoroso controllo dei riscaldamenti domentici e pubblici e dei combustibili utilizzati; divieto, tutti i giorni e per tutto l'anno, di accesso al centro storico della città dei mezzi pubblici e privati inquinanti. Anche ai mezzi di trasporto merci (camioncini vecchi che emettono fumate nere ad ogni variazione di velocità); riduzione dei posti macchina e parcheggi all'interno del centro storico (per quelli autorizzati aumentare la tariffa oraria dopo la prima ora); nel contempo definire zone di parcheggio nella prima periferia. A tale proposito rimando al Blog di Peppe Grillo: Chi semina parcheggi raccoglie traffico (n.r.: = inquinamento). Ancora: valutare in termini di percentuale quante auto con il solo conducente circolano per il centro storico della città (entrano ed escono). Sarà sorprendente il risultato. Questa abitudine deve essere disincentivata con opportuni provvedimenti. Non sperare che il cittadino cambi stile di vita ed abitudini.
Per anni è stato rivolto l'invito ai cittadini di smettere di fumare, di non fumare in ambienti di lavoro, pubblici in generale, nei ristoranti e Bar. Risultato: il nulla. E' bastata una legge seria e severa per imporre questi divieti ed ora tutti sono soddisfatti. Mi risulta anche che nel primo anno di applicazione della legge circa mezzo milione di persone hanno smesso di fumare.

E se gli altri fossero più capaci? A parte il problema in discussione, non semplice da risolvere e diventato ormai un'emergenza nazionale, non è il caso di pensare seriamente di sostituire questi amministratori di professione, inamovibili da anni e anni, con altri a prescindere dalle personali idee politiche che spesso (sempre) annebbiano la mente di chi soffre di fanatismo politico? In fin dei conti non abbiamo mai provato le capacità amministrative e organizzative della controparte. Dovranno pur dimostrare di essere più capaci. Mettiamoli alla prova. Perchè non tentare? L'alternanza, anche nella gestione dell'amministrazione locale, è sempre salutare e produttiva e, forse, stiamo impedendo da anni e anni a gente con più capacità e fantasia di esprimersi nell'interesse di tutti noi.

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