* "Bruna: la Santa di famiglia" * "Sei la Mamma più bella del mondo"
* "Mio fratello Orazio - Cicci" * "Mio fratello Franco" * "Parlo con Delia, mia sorella"


"Mia mamma lo ha voluto con sé"
-In ricordo di mio babbo Gianì (Giovanni)-


Ciao Babbo!

Anni addietro, quando i miei genitori erano in ottime condizioni di salute e mentali, mia mamma era solita scherzare con mio babbo dicendogli: “Gianì se a mor prema me at vegna tù” (“Gianì se muoio prima io ti vengo a prendere”). Mio padre ha sempre temuto la morte e non gli piaceva parlarne o scherzarci sopra. Ebbene, ai primi di aprile (2005) la badante mi riferì che mio babbo aveva avuto una notte agitata. Quando gli chiesi le ragioni di questa sua notte tormenta, mi disse che aveva sognato la mamma. Gli chiesi se era sorridente e che cosa gli aveva detto. Rispose che nel sogno le era apparsa felice e sorridente e che gli disse: “Gianì vieni anche tu con me!”. Da quel giorno mio padre si è chiuso in un mutismo insolito. Io ovviamente non gli ricordai la frase che mia mamma era solita dire. Ma a Gianì sicuramente le era tornata in mente. Da quel giorno, oltre il mutismo, mio padre non è stato più lui. In pochi giorni ed improvvisamente senza nessuna avvisaglia si è ammalato: una improvvisa grave infezione alle vie urinarie.
Secondo i medici il sogno può aver creato in mio padre uno scompenso psicologico causato da una forte sensazione di paura tale da aver abbassato e compromesso le sue difese immunitarie ed aver favorito quello che poi è successo. Chissà, forse mia mamma lo ha voluto proprio con sé. Così mi piace pensare e credere.

Dalla fine 2001, ormai non più autosufficienti, i miei genitori sono stati assistiti da una badante notte e giorno. Una brava e scrupolosa signora moldava che amorevolmente li ha accuditi fino alla loro morte. Unica presente alla morte di mia mamma avvenuta alle ore 5 del mattino del 28 settembre 2003; unica presente alle ore 16,00 del 27 maggio 2005 nella camera d’ospedale dove era ricoverato mio padre e dove improvvisamente è morto. Io lo avevo lasciato poco prima e Delia, mia sorella, stava per arrivare.

Mio padre ha dedicato gli ultimi anni della sua vita alla preghiera e al suono del violino. Sempre con la corona il mano a ripetere rosari su rosari e pregare per i figli, parenti, defunti, vicini di casa e chissà quanti altri. Alle tre del pomeriggio di tutti i giorni, suonava l’Ave Maria con il violino in ricordo di tutti i “suoi morti” come era solito chiamarli.

Ho già raccontato, in forma anche ironica, la vita di mio babbo in una pagina del sito "Storia e Storie della famiglia Raineri" [APRI]
Ho chiuso quel racconto con questa frase:"Il suo alto senso del dovere, l'onestà e la sua sincera disponibilità verso il prossimo, sono i più nobili valori che lo hanno sempre distinto. Non è poco !?!".

Ciao Babbo!
Il Tuo per sempre...

Brunino

Forlì: 1 settembre 2005 - Raineri Giovanni, per molti Gianì, è nato a Bertinoro il 15 marzo del 1912. E’ morto a Forlì il 27 maggio del 2005.


Mio padre con Delia e Orazio.
Foto del 18/9/1938 che li ritrae lungo il sentiero che fiancheggia la Chiesa di Casticciano.
I miei genitori con:
(da sinistra) Delia, Bruna, Giovanna e Orazio.
Foto del 1941/42
I miei genitori con:
(da sinistra): Orazio, Giovanna e
Delia. Nella moto Franco e Bruno
Fratta Terme 1947
I miei genitori: mio babbo compie 90 anni
15 marzo 2002


Pagina del sito: http://www.brunoraineri.it/home.htm