* "Bruna: la Santa di famiglia" * "Sei la Mamma più bella del mondo" * "Mia mamma lo ha voluto con sé"
* "Mio fratello Orazio - Cicci" * "Mio fratello Franco"


"Parlo con Delia"
- Esempio di Amor del prossimo e per il prossimo -


Arrivederci Delia!

Amata Delia, sorella e seconda mamma della mia infanzia e fanciullezza. Nei giorni della tua malattia ho pensato e ripensato alla tua vita. Ho rivissuto il tuo/nostro passato remoto per arrivare a quello più recente. Ed è così che mi è apparsa la tua esistenza: una lunga scia di luce, di generosità, di misericordia e di tanto amore. In questa luce ho visto la tua bellezza. In essa ho sentito palpitare il tuo immenso cuore. Con quanto orgoglio ho rivissuto il tuo vissuto!

Sai Delia, non te ne ho mai parlato, ma in questi ultimi anni mi sono avvicinato molto alla fede. Ho letto e leggo molti testi sacri. Amo gli scritti di Sant’Agostino, i suoi pensieri. Amo i Vangeli, libri meravigliosi dove si parla solo di Amore. Il secondo dei due comandamenti della carità dice: ”Ama il prossimo tuo come te stesso”. Lo considero il comandamento dei comandamenti, la legge della vita. Ebbene, a tua insaputa, hai vissuto tutta la tua vita nel rispetto di questo comandamento. Anzi, hai amato il prossimo tuo molto più di te stessa. Per te solo il necessario, per gli altri tutto. Tu sai chi è il prossimo nostro? Sono tutte le persone a noi legate sentimentalmente ma anche gli sconosciuti che in certi momenti vengono a trovarsi vicino a noi.
A chi ti ha teso la mano con il palmo rivolto in alto, hai sempre dato sostegno, aiuto, disponibilità in tutto ciò che ti chiedevano. Ma tu sei andata oltre. Ti offrivi ancor prima che gli altri chiedessero a te aiuto. Penso a te nei confronti del tuo prossimo più prossimo: la tua famiglia. In Nino hai trovato un’anima nobile, sempre pronto ad assecondare i tuoi gesti di amore. E poi Marco. E poi Luca. E che cosa dire dell’amore tuo e di Nino a Rosella, sposa di Marco, madre di Luca. E dell’amore di Rosella nei vostri confronti. Hai dovuto vivere il dolore della sua morte che l'ha colta in giovane età. Ed io sono convinto che è proprio da quel momento che hai iniziato a morire.
I ricordi viaggiano veloci e vanno ai nostri genitori e ai nostri fratelli. Amore, disponibilità, amore, disponibilità… L’assistenza ai genitori nei loro ultimi anni. Il loro rivolgersi a te e a Nino per ogni loro bisogno. L’assistenza a Cicci nel momento della sua malattia. Nessuno di noi figli e fratelli ha fatto ciò che hai fatto tu per loro. Questo te l’ho sempre riconosciuto e detto. E io da te? Protezione e sempre un amore intenso, vivo e sincero. Io sono venuto a chiederti scusa per offese a te rivolte. Maledizione! Tu non hai mai avuto necessità di venire da me per scusarti. Mai! E un rimorso mi morde il cuore.
E nei confronti dei parenti? Ancora amore e disponibilità. Quanto di te hai dato anche a loro! Penso a Palma, nostra cugina, nel momento in cui anche lei ha combattuto una lotta impari con un male atroce. Lei si rivolgeva a te per qualsiasi suo bisogno. Spesso non riusciva a chiederti alcun aiuto perché tu eri già lì a donarglielo.
E con gli amici? Qui vorrei poter far parlare loro. Mi parlavi di loro con tanto orgoglio. Sapevo della tua mano tesa anche nei loro confronti. Sei stata disponibile con tutti, in ogni momento e ogni tuo atto misericordioso passava inosservato. Nessuno si meravigliava dei tuoi gesti.
Fin qui ti ho ricordata nei confronti di famigliari, parenti e amici. Ma l’apice della tua generosità, la potenza del tuo cuore lo hai dimostrato nei confronti di persone a te sconosciute che fortunatamente ti hanno incontrata nel percorso e in un momento della loro vita. Solo alcuni aneddoti. Ti ricordi della signora anziana che “bussò” al tuo campanello, in ora tarda, supplicandoti di “prestarle” diecimila lire che doveva al proprio figlio? Scambio di poche parole, e a lei hai dato ciò che ti aveva chiesto. Non ti ponevi mai il dubbio se queste persone erano in buona o cattiva fede.
E ricordi quel giorno di pioggia, forse giorno di mercato? Nino in macchina ad aspettarti e tu ti presentasti stringendo a te una anziana donna che proteggevi sotto l’ombrello: “Nino, accompagniamo a casa questa signora!”. Ma l’aneddoto più bizzarro, più incredibile ti è capitato nelle ultime settimane di vita. Tu stesa sofferente nel tuo lettino improvvisato nella sala della tua casa. Assistita, se ben ricordo, dalla tua magnifica amica Paola e da Nino. Suona il campanello. Una sconosciuta signora chiede di poter usufruire del vostro bagno perché in preda ad un bisogno impellente. Dice di essere stata colta in chiesa da questa necessità. Con tanti campanelli di fronte alla chiesa, è venuta a suonare il tuo. Incredulità, un lieve smarrimento. La signora è stata fatta accomodare. Dopo aver soddisfatto il bisogno se ne è uscita ringraziando. Quanto ho riso! Sai perché? Perché è da molto tempo che non credo al caso. Nulla avviene per caso. E in questo episodio ho visto uno scherzo fattoti dai tuoi famigliari in attesa di te nel Regno celeste. Ho visto Franco, Cicci, la Brunina, ma anche il babbo, la mamma e Rosella, piegati in due dalle risate. E’ così che mi piace interpretare quel fatto.

“AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO”. E tu hai vissuto amando il prossimo tuo, tutto. Ho letto che vivere per gli altri è l’unica strada che conduce alla felicità, sia nel percorso temporale che in quello eterno. E tu hai vissuto per gli altri.
I Vangeli insegnano che le opere di misericordia in terra sono semenza per la messe futura: “Chi semina molto, mieterà molto”. Ti ho vista al cospetto del Giudice Supremo: testa alta, occhi diritti a Lui, sorridente, mani pulite, viso senza vergogna. Ti prestavi a raccogliere il tuo dovuto. Ed era tanto.

Sai Delia, io credo nell’anima, nella sua immortalità e nella vita eterna. Goditi la felicità del ritorno alla casa d’origine, là in quel luogo regolato solo dalla legge dell’Amore, dove non esistono lacrime e sofferenze. E tutto questo per l’eternità.

Ti saluto con queste belle parole di Gianfranco Ravasi, tratte da “La tomba del cuore”:
“Desideriamo avere un bel sepolcro per noi e per i nostri cari. Ma la tomba più bella è nel cuore di chi ci ha amato. Non è, questo, un freddo sepolcro di marmo, ma un grembo vivo in cui ancora viviamo, amiamo e siamo amati”.

Il tempo asciugherà le mie lacrime, ma nel mio cuore vivrai per sempre nei miei giorni a venire.
Mi manchi tanto. Ti amo Delia.

Bruno


Raineri Delia, è nato a Bertinoro il 10 ottobre del 1932. E’ morta a Forlimpopoli il 4 novembre del 2010.
- Forlì: 9 novembre 2010 -


Delia e Nino con Marco e Rosella il giorno del matrimonio
Forlì 16/04/1983
Luca con i nonni Delia e Nino il giorno della sua Comunione
Foto maggio 1995
Lago di Dobbiaco.
Agosto 2007
Delia e Bruno
Dolomiti: luglio 2009

27 agosto 2011: oggi la chiesa festeggia Santa Monica, la mamma di Sant'Agostino. Nelle letture del giorno di "Pane quotidiano" di Don Oreste Benzi ho letto le parole che Agostino disse rivolto al Signore pochi istanti prima che sua madre spirasse: "Non ti chiedo Signore perché ce l'hai tolta, ti ringrazio per tutto il tempo che ce l'hai lasciata".
Ho pensato a te Delia. Un anno fa noi tutti nello sconforto e grande dolore improvviso. L'intervento operatorio a cui eri stata sottoposta due giorni prima, il 25, lasciava ben poche speranze, alle quali, comunque, noi tutti ci siamo aggrappati. E al Signore anch'io oggi dico: "...ti ringrazio per tutto il tempo che ce l'hai lasciata". Sempre nei nostri cuori.

Un ringraziamento, un elogio a tutto il personale del reparto HOSPICE dell'Ospedale di Forlimpopoli

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