* "Bruna: la Santa di famiglia" * "Mia mamma lo ha voluto con sé"
* "Mio fratello Orazio - Cicci" * "Mio fratello Franco"
* "Parlo con Delia, mia sorella"


"Sei la Mamma più bella del mondo"
-In ricordo di mia Mamma-


Ciao Mamma!

28 settembre 2003. E’ domenica. L’Italia attorno alle 3.15 cade in pieno black out. Come spesso mi capita mi sveglio verso le 2.30 e cerco di ritrovare il sonno con l’aiuto del televisore. Sento comunque essere una notte particolare. Ho visto spegnersi il televisore e tutte le illuminazioni esterne. Mi sono ritrovato nel buio più totale. Non riuscendo a riaddormentarmi mi sono mosso nella casa alla ricerca di una pila elettrica. Alle 5.00 ho desistito dal tentativo di ritrovare il sonno e mi sono preparato il solito caffè di inizio giornata. Alle 5.15 suona il telefono. La telefonata non mi trova impreparato. Forse stavo proprio aspettando quel trillo di telefono. La badante dei miei genitori mi annuncia che mia Mamma è appena passata a vita eterna.

E’ morta serenamente nel sonno. In un sonno iniziato già da alcuni giorni. Nessuna sofferenza. E’ morta nella totale magnifica incoscienza. Si è così avverato il Suo grande e unico desiderio che più volte aveva espresso in questi ultimi anni della Sua vita: quello di morire senza sofferenze nel Suo letto e di raggiungere la Sua Brunina. Ad aspettarLa, lassù, ha trovato oltre la Brunina altri due Suoi figli: Orazio (Cicci) scomparso sette anni fa e Franco morto improvvisamente poco più di tre mesi fa. Della morte di Franco fortunatamente la Sua mente consumata dal tempo Le ha evitato di vivere un altro atroce dolore.

Io sono l’ultimo dei Suoi sei figli. Nel 1942 Le muore una figlia, Bruna, all’età di sei anni. Dolore immenso. Nel 1946 sono nato io, Bruno. Mia Mamma sperava in una femmina nella totale convinzione di riavere la Sua Bruna. Ha pianto la morte di quella Sua bambina fino a quando la mente Le ha concesso di ricordare.

Come tantissime altre mamme del Suo tempo ha dedicato la Sua vita completamente alla famiglia. Ai Suoi figli. Sin da ragazzina ha svolto il lavoro di sarta, che è stato la Sua unica grande passione. Raramente usciva di casa. Sempre lì ricurva sulla macchina da cucire. Non amava i lavori domestici. Solo il Suo lavoro che oltre soddisfare la Sua passione Le consentiva di guadagnare quel tanto da renderLa indipendente da mio padre. Era terribilmente orgogliosa. Era ambiziosa non tanto per sé ma per i figli che dovevano sempre essere ordinati e ben vestiti. Alternava il dialetto romagnolo ad un simpatico italiano.

Già anziana, ma in perfette condizioni mentali, temeva che la vecchiaia ed eventuali Sue tribolazioni avessero portato i figli a vivere la Sua morte come una liberazione. Ciò non si è verificato. Non ricordo mia Mamma con il raffreddore. Non ricordo mia Mamma con la febbre. Non ricordo mia Mamma con tosse o altri lievi indisposizioni. Non ricordo di averLa mai sentita lamentarsi. Due giorni prima della Sua morte, venerdì mattina, in un momento di apparente miglioramento, Le ho chiesto come si sentiva. Come stava. Come era solita rispondere a questa domanda mi disse: “bene!”.

Sono arrivato al Suo capezzale pochi minuti dopo il Suo decesso. Una carezza. Un bacio. Un profondo senso di vuoto. Una parte fondamentale della mia vita se ne era appena andata. Ho voluto starLe vicino nel Suo ultimo viaggio seduto al fianco dell’autista del carro funebre. Ora riposa nel cimitero di Casticciano, assieme alla Brunina e vicino ad Orazio. Il cimitero è situato a poche decine di metri dalla abitazione dove ha vissuto la sua fanciullezza. In quel luogo ha conosciuto mio padre e ha avuto inizio la Sua famiglia.

Ho vissuto e vivo la morte di mia Mamma con molta serenità. In questi anni Le sono stato vicino quanto più ho potuto. Si è spenta nel Suo letto senza alcuna sofferenza fisica. Fortunatamente alcune difficoltà burocratiche ci hanno impedito di trasferirLa alla camera mortuaria. La camera ardente è stata allestita nella Sua camera. Nella Sua casa. Lontano da occhi curiosi. In condizioni di massima riservatezza. Sento che qualcuno, lassù, ci ha aiutati ad evitare un errore che mia Mamma mai ci avrebbe perdonato.


Grazie Mamma!
Il Tuo per sempre...

Brunino

Forlì: 5 ottobre 2003 - Zecchi Cristina, per molti Lea, è nata a Polenta di Bertinoro il 18 maggio del 1910. E’ morta a Forlì il 28 settembre del 2003.



Mia Mamma, la più giovane,
con i suoi genitori ed alcuni suoi fratelli
Foto del 1920 circa

Mia mamma diciottenne
Foto del 1928

I miei genitori con:
(da sinistra)
Delia, Bruna, Giovanna e Orazio.
Foto del 1941/42

Mia mamma con:
(da sinistra)
Giovanna, Delia, Franco, Bruno (io) e Orazio.
Cervia-Estate 1947

Sei la Mamma più bella del mondo!”.
E' ciò che Le dissi vedendoLa tra altre mamme all’uscita di uno dei miei primi giorni di scuola. Quante volte ha ricordato e raccontato questa mia spontanea e sincera esternazione!
Nel rivedere le foto che ho scelto per ricordarLa, ancora oggi Le direi “…sei stata la Mamma più bella del mondo
... e non solo la più bella!



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