Maratona di Firenze 27 novembre 2005
RAINERI BRUNO - EDERA MARATHON FORLI - Classe 1946 - tempo 4h 15' 16"

   Ho corso la Maratona di Firenze. Dopo quattro anni esatti dall'ultima partecipazione ad una maratona, proprio Firenze 2001, ho rivissuto tutte le emozioni che solo questa corsa è in grado di farmi vivere. Partenza per Firenze sabato mattina con gli amici Enio e Valter. Forlì-Faenza in macchina. Trenino Faenza-Firenze pieno di maratoneti. Tutti eccitati ed entusiasti. Tutti accomunati dalla stessa passione: correre 42,195 Km. Non importa in quanto tempo. Nuove conoscenze. Racconti di esperienze personali e comuni. Un carnevale. Per un lungo tratto dell'appennino la neve. Le previsioni del tempo sono pessime. Firenze ci accoglie con pioggia a dirotto e l'Arno in preoccupante piena. Subito il ritiro del pettorale, chip e pacco gara presso il Firenze Marathon Expo'. Poi prendiamo possesso dell'albergo situato nelle vicinaze della stazione S. Maria Novella. Una camera con letto matrimoniale, un letto singolo e servizi. Assegnazione posti: il matrimoniale per me e Enio. Pomeriggio visite a Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea. Gli amici sono appassionati ed esperti in materia. Io di ignoranza abissale. Al termine delle visite alle gallerie avevo (ed ho) imparato a conoscere e riconoscere i quadri del pittore Sergio Scatizzi. So che il ricordo di questo pittore rimarrà legato a quello di questa maratona.
Domenica 27: la Maratona. Il tempo atmosferico promette bene. I momenti che precedono la partenza sono i più eccitanti, curiosi e divertenti. I preparativi. Come mi vesto. Farà freddo o caldo. Pioggia o no. L'incontro con amici, conoscenti. Altre nuove conoscenze. Il trasferimento a Piazzale Michelangelo, luogo della partenza, compressi come sardine dentro la navetta al limite dell'esplosione per il numero di maratoneti che contiene. Piazzale Michelangiolo: la solita gran vista di Firenze che si stende sotto di noi. L'Arno gonfio che fa un po' paura. L'ultima pipì prima della partenza: podisti allineati lungo una siepe, altri dispersi nei giardini che circondano il piazzale. Altri ancora in fila davanti ai numerosi WC per un'esigenza più consistente. L'entrata in griglia di partenza. Più di seimila partecipanti gomito a gomito. Tutti amici. Si parla con sconosciuiti come se fossero amici da lunga data. Si avvicina il momento dello sparo. Cominciano a volare ogni sorta di abbigliamento provvisorio: impermeabili, vecchi maglioni, magliette, felpe...: i partenti si stanno alleggerendo da ciò che li ha protetti dal freddo fino a quel momento. Due minuti alla partenza. Dall'alto mi cade fra le mani una bellissima e nuova felpa di colore rosso. Lo stemma sul petto riporta: 26° Invernalissima. Una 21 Km che si corre a metà dicembre a Bastia Umbra. Troppo bella per buttarla. Una XL, la mia misura. La guardo e dico a voce alta: "a costo di scoppiare dal caldo questa non la butto". Attorno sento ridere e condividere la mia decisione. Non cerco di individuare il proprietario-lanciatore. Poco importa perchè da quel momento mi sento il legittimo possessore. La partenza. Io che sfoggio una bellima felpa rossa. Gli amici che ridono. Mi viene in mente mia mamma. Ormai abituato a pensare che nulla accade per caso, mi convinco che l'indumento me lo ha lanciato Lei per proteggermi dal freddo. Però non fa freddo. Dopo un chilometro tolgo la felpa e la lego attorno alla vita. I chilometri passano svelti, troppo svelti. Enio si ferma per fare pipì, così dice lui. Sono convinto per lasciarci andare. Partenza troppo veloce. Valter e io arriviamo alla mezza maratona in 1h 57' circa. Troppo forte per l'allenamento che ho. Poco dopo il 28° Km ci sorpassano i "pace maker" (quelli che tengono un passo regolare) delle quattro ore con i loro palloncini color giallo. E' con loro che dovevamo correre fin dal primo chilometro! Li vediamo allontanarsi lentamente davanti a noi. Che rabbia! Al ristoro del 30° chilometro mi fermo per allentare una scarpa e per fare pipì. Ed è in questo frangente che perdo l'amico Valter. Non oso accelerare per raggiungerlo perchè sentivo la fatica farsi sempre più fatica. E pensare che avevamo programmato di correrla assieme: vigliacco! Così penso. Il tempo comincia a cambiare. Da bello e soleggiato a sempre più scuro. A tre chilometri dall'arrivo, ormai esausto, pioggia, grandine e freddo. Mia mamma l'aveva previsto. Era giunto il momento di indossare la felpa. Ma io, stupidamente, decido di proseguire senza indossarla. Arrivo al traguardo situato in P.zza S. Croce bagnato fradicio ed intirizzito dal freddo. Sento mia mamma che da lassù mi dice: "ci propri un pataca Brunino". Sorrido. Felice di aver portato a termine la maratona (tempo reale: 4h 15' 16"), stanco ma in buone condizioni fisiche e soprottutto di spirito, mi dirigo verso i punti deposito borse per il cambio. E ripenso a mia mamma. A te mamma! Ritrovo Valter che mi racconta che al ristoro del trentesimo chilometro, in occasione della mia sosta e dopo un attimo di sua distrazione, vede avanti uno con una felpa rossa. Si convince che sia io e che abbia approfittato del momento della sua distrazione per sferrare l'attacco finale. Anche lui impreca contro di me. Lui all'inseguimento di chi pensava fosse l'amico traditore. Solo al ristoro del trentacinquesimo chilometro, dopo cinque chilometri di inseguimento, scopre che si trattava di un altro concorrente. E pensare che gli avevo dato del vigliacco! Altre risate. Altri aneddoti che accompagneranno l'avventura di questa maratona.
Il ritorno all'albergo per ritirare il nostro bagaglio (altri 1,5 Km a piedi!). Corri alla stazione. Decidiamo per il ritorno via Bologna. Treno in ritardo. A Bologna altro treno in ritardo. Arriviamo finalmente a Faenza dove avevamo lasciato la macchina. Rientro a Forlì attorno alle 18.30. Contenti come una pasqua!

Questi i tempi dei miei amici:
RUFFILLI VALTER: 4h 7' 23"
TASSANI ENIO: 4h 37' 5"

Oggi, il giorno dopo la maratona, ancora carico di adrenalina e felice dell'esperienza fatta, rivivo quei momenti e penso anche al pittore Scatizzi.

   Gli impegni futuri del 2006 prevedono: Maratona di Vigarano-Ferrara il 19 marzo; maratona di Russi il 2 aprile; la 50 Km di Castel Bolognese il 25 aprile; la 100 Km del Passatore a fine maggio: il vero obiettivo del mio rientro alle corse podistiche 2005-2006. Sempre salute ed acciacchi della vecchiaia permettendo. E se Dio vorrà.



Bruno, Enio, Valter, Gian Carlo
Da sinistra: Bruno (io) - Enio - Valter - Gian Carlo [dal sito: Gruppo Podistico AVIS-Forlì]

Valter e Bruno
Valter con felpa verde e io dietro al n°3520

Bruno Raineri  Bruno Raineri  Bruno Raineri

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