Maratona di Firenze 26 novembre 2006
RAINERI BRUNO - EDERA MARATHON FORLI - Classe 1946 - tempo: ritirato al 25° km

Eppure mi sentivo un leone....
   Giornata bellissima. Condizioni ambientali ottime. Ennio, Valter e io, come del resto la maggioranza dei maratoneti, vestiti con divisa leggerissima, estiva. Mi sentivo un leone. Decido di correre nel gruppo guidato dai palloni rosa delle 4 ore. Informo Valter della mia decisione. E' contrario alla scelta fatta. Ero certo di farcela. Mi porto in posizione avanzata rispetto al gruppo dei 'pace-maker' delle 4 ore nell'intento di farmi raggiungere nei primissimi chilometri. L'elicottero che volteggia sopra di noi. Grande entusiasmo ed emozione. Si parte. Poche centinaia di metri e immediatamente avverto sensazioni negative. La macchina non funziona come dovrebbe. Sudorazione intensa. Rallento anche se il tratto è in discesa. Mi volto per vedere la posizione dei palloni rosa. Stanno avanzando lentamente. Mi faccio raggiungere già al secondo chilometro. L'andatura dovrebbe essere di 5' 41" al chilometro. Si corre leggermente più forte per recuperare i secondi persi nel tratto iniziale. Sento di non andare. Sudo troppo. Le gambe sempre più dure. Sto con il gruppo fino all'11° Km. Poi rallento nella speranza di porre rimedio ad una situazione di disagio inaspettata e nuova per me. Mi raggiunge poco dopo Valter. S'incazza come una iena perchè sono partito troppo forte (!?!). Lo informo del mio stato fisico pietoso. Cerca di tranquilizzarmi e sostenermi. Si rallenta ancora. Poi qualche metro di passo. Sempre più nervoso comunico la decisione di ritirarmi. E' assurdo e troppo rischioso continuare in quelle condizioni. Valter cerca di sostenermi e farmi desistere dall'intenzione del ritiro. Al 25° comunico la decisione. Bevo e mangio al ristoro. Poi seguo il cartello che indica il centro della città. Mi trovavo proprio a poca distanza dall'arrivo.
E' il mio primo ritiro. So anche le ragioni delle cattive condizioni fisiche che mi hanno costretto a gettare la spugna. I giorni precedenti sono stato colto da una forma influenzale leggera. Ho assunto aspirine nel tentativo di risolvere il problema. Già venerdì mi sembrava di stare meglio. Quindi decido di partire con gli amici Ennio e Valter per Firenze come da programma. Invece il mio corpo si è opposto alla mia sciagurata decisione di correre comunque la maratona. Ancora oggi, quattro giorni dopo la maratona non mi sento bene. Persiste lo stato di malessere e di spossatezza dei giorni precedenti la maratona.

Cronaca di un indimenticabile fine settimana
Venerdì 24: arrivo a Firenze nel pomeriggio, alla stazione Campo di Marte. Ritiro dei pettorali al centro maratona, poco distante dalla stazione. Solito cerimoniale di grande fiera. Ripreso il treno per la stazione di S.M. Novella. A piedi, con le nostre borse piene di ogni cosa per sopravvire un mese e in ogni condizione ambientale, ci siamo diretti all'Hotel cinque stelle prenotato già da giorni: il "Pio X" in via dei Serragli. Ampia camera a tre letti scricchiolanti ed in stato di precario equilibrio. Servizi in camera con porte che si aprivano solo con violente spallate. Convivenza con uno sciame di zanzare sterminate solo la notte successiva di sabato dopo ore di spietata battaglia.
Breve giro turistico nella zona circostante, zona di Palazza Pitti, e ricerca di una trattoria decorosa e a prezzi onesti. Questa ricerca ha portato ad un ottimo risultato: la trattoria "La mangiatoia" vicino a Palazzo Pitti. Piatti abbondanti, gustosi e a prezzo veramente contenuto. Pizza per tutti tre.
Sabato 25: in mattinata visita alla Galleria di Arte Moderna di Palazzo Pitti. Ennio e Valter sono due quotati esperti e critici d'arte. Due ore e mezza ad ammirare, contemplare e giudicare quadri. Il critico Valter ha espresso il meglio di sé. Critiche a non finire sulla illuminazione delle stanze, sulla disposizione dei quadri e tanto altro, critiche che io di volta in volta riferivo agli addetti e sorveglianti della Galleria. Insomma: abbiamo rotto le balle a tutti.
Pomeriggio, visita alla tomba di Oriana Fallaci al Cimitero "Agli allori". Dopo alcuni tentennamenti i due amici sinistroidi decidono di venire con me. Su Oriana, e tanto altro, abbiamo idee contrarie. Io ho ragione. Loro no. Io sono obiettivo. Loro no. Loro sono faziosi. Io no. Io sto dalla parte degli onesti. Loro no.........così ognuno di noi pensa di essere. A questa visita ho dedicato una pagina del mio sito [APRI].
Domenica 26: il giorno della maratona. Di quello che mi è successo l'ho già raccontato. Dal momento del ritiro ho raggiunto il punto deposito borse mentre arrivavano i maratoneti delle tre ore. Mi cambio e mi diverto ad osservare lo scorrere dei maratoneti nei loro ultimi 400 metri. Uno spasso. Sotto un sol leone estivo. Un caldo inverosimile. Si fanno le 4 ore e 30 minuti di corsa. Vedo arrivare Valter con ancora la sua maglietta traforata stretta nella mano destra. Lo chiamo. Mi vede. Sorride. Sembra commuoversi. Dopo 41,800 Km riesce a liberarsi della maglietta.


Si avvicinano le cinque ore. Vedo arrivare il leone: Ennio. Lo chiamo. Non mi sente. Lo inquadro con la mia macchina digitale e scatto proprio nel momento in cui viene colto da un crampo. Una smorfia di dolore, poi il leone riprende a correre.


Si è conclusa così un'altra piacevole avventura con gli amici Ennio e Valter. Indimeticabile. Irripetibile. Chissà!?!

Questi i tempi dei miei amici:
RUFFILLI VALTER: 4h 36' 00"
TASSANI ENIO: 4h 51' 13"

P.S.: E' la prima volta in più di vent'anni di corse a piedi e in bicicletta che non porto a conclusione una corsa. Mi è successo un qualcosa che non avrei mai pensato. Ho corso Firenze con il cellulare al seguito. Forse un presentimento. Comunico a mia moglie il ritiro. Che cosa mi sento risponedere?: ti sei ritirato! Ma perché? Identica reazione da parte di amici, sorelle e parenti. Neanche corressi per il primo posto. E pensare che quest'anno, l'anno dei miei sessanta, ho portato a termine brillantemente - secondo le mie possibilità - la marcialonga di fondo Dobbiaco-Cortina, due maratone, la 50 Km, la 100 Km, la gran fondo in bici "Maratona delle Dolomiti" percorso intermedio e la massacrante corsa nelle dolomiti Misurina-Auronzo, la Camignada di 32 Km. Ed è così che mi sono sentito come quello che aveva scommesso con gli amici che era in grado di fare dieci scopate consecutive nell'arco di un'ora. Alla nona e a pochi minuti dallo scadere dell'ora, crolla esausto. E tutti gli amici ad infierire in coro su di lui con: "Murbi! Murbi! Murbi!....


11 Km. Crisi già in atto: intensa sudorazione e passo pesante. Altri 10 Km di sofferenze, poi il ritiro.

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